ERASMUS-Erfahrungsberichte

Università degli Studi della Tuscia: un semestre a Viterbo

Perché andare all‘estero con l’ERASMUS per un anno? Perché andare da sola in un paese straniero di cui non conosci gli abitanti e dove non parli bene la lingua? Per quale motivo vivere in una parte del mondo dove la cucina, la cultura e il modo di vivere sono completamente diversi da ciò che ti è familiare?

Certo, è un pensiero strano, forse sembra essere pericoloso. Ma è eccitante.

Ci vai a causa dei tramonti invernali italiani che puoi guardare dal quarto piano della residenza Cardarelli. Sono così mozzafiato che ogni volta il cuore ti salta fuori dal petto.

Tramonto a Viterbo

Devi andarci a causa delle tranquille notti estive a Roma, città turbolenta di giorno, dove l’aria è così calda e silenziosa che ti senti come se non fossi fuori, ma in una stanza infinita.

Ci vai a causa della semplice pasta al pomodoro che hai mangiato migliaia di volte in Germania, e comunque preparata da Jacopo ha un sapore così diverso, come se fosse un piatto completamente nuovo.

Perché ogni giorno conosci una nuova faccia, condividi una nuova storia di vita. Perché fai amicizia con persone che vengono da paesi di cui non sai quasi niente.

Perché dopo pochi mesi ti rendi conto che tutto d’un tratto non hai più bisogno di scrivere delle parole sconosciute prima di fare una telefonata. Sono tutte qua, nella tua testa.

Perché all’improvviso puoi avere conversazioni molto profonde in italiano su qualsiasi argomento; un cambiamento che è venuto segretamente, silenziosamente mentre dormivi.

Palazzo dei Papi, Viterbo

 

(Testo e fotografia: Christine Sautter)