Grosso, latte, importo, macchina e caldo

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Ciao e benvenuti a un nuovo episodio del podcast in lingua italiana degli studenti del dipartimento di Romanistica dell’università Heinrich-Heine di Düsseldorf.

Questo podcast è dedicato a chi impara l’italiano e vive in un paese germanofono o a italiani che imparano il tedesco, cercheremo infatti spesso di mettere in evidenza le differenze tra le due lingue.

Questo episodio fa parte della rubrica dedicata ai falsi amici.

Il mio nome è Lorenzo e oggi vi parlerò a modo mio di questo argomento.

Prendiamo le parole grosso e groß.

In italiano questa parola si usa quando si vuole indicare che una persona ha molta massa, quindi, quando una persona pesa più della norma.

Invece, la parola groß in tedesco significa semplicemente che qualcuno è molto alto. Per esempio, una giraffa, un palazzo ma anche una persona di due metri. Quindi, confondendo queste due parole c’è un grande rischio di fraintendersi.

Facciamo un esempio: uno studente tedesco va a fare l’Erasmus in Italia e alloggia a casa di uno studente italiano. I due si presentano, poi il ragazzo tedesco dice: “Wow sei molto grosso”. Con questa vuole semplicemente dire che il ragazzo italiano è molto alto.

L’italiano però risponde: „Non lo trovo molto gentile da parte tua. Poi davvero mi sembri più grasso tu”.

Il tedesco è molto confuso: “Non volevo offenderti”. – risponde. “Ho detto soltanto che sei molto grosso, perché con la tua testa sbatti quasi al soffitto”.

Il ragazzo italiano ha capito:” Ah adesso capisco… tu vuoi dire alto, non grosso. Grosso vuole dire che uno è molto pesante.”

Lo studente tedesco è molto imbarazzato e dice: “Oh no scusa. Hai ragione, volevo dire alto, in tedesco si dice groß.”

Quindi come vediamo in questo esempio c’è un grande rischio di fraintendimento, che può finire anche in un’offesa o in un litigio.

Un altro esempio lo troviamo nel calcio. Oppure la mattina nella tazza con il caffè. Se un italiano guarda una partita, commentata da un telecronista tedesco, potrebbe rimanere un po‘ perplesso. Nel momento in cui un calciatore prende con il pallone la traversa, sentirà gridare il commentatore tedesco Latte, Latte, Latte. In questo momento un italiano si chiederà cosa centra il latte in questa situazione. Infatti, qui abbiamo un altro caso di falsi amici. Il latte in italiano è quello che si beve, invece in tedesco la traversa si chiama Latte. Quindi la prossima volta che sentite Latte durante una partita di calcio non meravigliatevi.

Se invece volete andare in ferie con un amico tedesco, dovete fare molta attenzione e spiegare molto chiaramente se volete andare in macchina oppure in aereo poiché anche qui abbiamo un caso di falsi amici.

La macchina e la Maschine hanno due significati diversi, anche se si assomigliano molto. La macchina in tedesco si dice Auto, invece Maschine è in italiano l’aereo. Quindi fate attenzione, prima che uno parta dall’aeroporto e l’altro invece con la macchina.

Anche se parlate di soldi con una persona di madrelingua tedesca dovrete fare molta attenzione a spiegarvi chiaramente. Anche le parole Import e importo sono falsi amici. Se chiedete ad un tedesco un importo, lui capirà probabilmente che dovrà portare qualcosa da un paese ad un altro e sicuramente non vi darà una somma di denaro. Quindi sarebbe meglio se con un tedesco usaste la parola “somma” invece di “importo” che è anche simile al tedesco e significa la stessa cosa.

Personalmente anche io ho avuto problemi con i falsi amici.

Sono cresciuto in Germania ma i miei genitori sono italiani, quindi ho imparato tutte e due le lingue e soprattutto da piccolo ho avuto un paio di problemi con i falsi amici. Per esempio con kalt e caldo. A prima vista non sembrano poi tanto simili, però a me hanno messo in difficoltà, soprattutto perché hanno un significato completamente diverso, però si usano nello stesso contesto.

Quindi io da bambino cosa facevo: nel momento in cui mi faceva freddo, io invece dicevo che mi faceva caldo, perché in testa avevo la parola kalt che assomiglia a caldo, che però significa freddo. Quindi i miei genitori non capivano mai se la giacca me la dovevano togliere oppure mettere.

Lo so, una situazione molto buffa. Avete capito allora qual era il mio problema.

Questo è stato il mio podcast sui falsi amici. Spero che vi sia piaciuto!

Avete qualche domanda oppure magari qualche esempio personale sui falsi amici? Scrivetelo nei commenti!

Regalo, camera, cantina e brutto

Ciao a tutti!

Benvenuti a un nuovo episodio del podcast in lingua italiana degli studenti del dipartimento di Romanistica dell’università Heinrich-Heine di Düsseldorf.

Questo podcast è dedicato a chi impara l’italiano e vive in un paese germanofono o a italiani che imparano il tedesco, cercheremo infatti spesso di mettere in evidenza le differenze tra le due lingue.

Questo episodio fa parte della rubrica dedicata ai falsi amici.

Il mio nome è Sabrina e oggi vi parlerò a modo mio di questo argomento.

A quanti di voi, imparando una nuova lingua, è capitato di sbagliare parola e utilizzarne una simile o uguale pensando fosse quella giusta? Di trovarvi quindi in situazioni così imbarazzanti da volervi persino nascondere? a me, per esempio, è capitato. Mi ricordo ancora quella volta in cui durante il corso di tedesco, una mia amica, ricordandosi del mio compleanno, entrò in classe con un regalo per me. Era un libro per imparare il tedesco e io felicissima le dissi “ohh danke für das Regal”, tutti i miei compagni si misero a ridere e mi spiegarono che das Regal è lo scaffale mentre quello che volevo dire io ossia il regalo in tedesco si diceva das Geschenk. Ora ci rido su ma in quel momento ero troppo in imbarazzo… la cosa che mi consola è che primo eravamo tutti stranieri e secondo ero da tipo un mese in Germania, quindi, andava più che bene hahah. Come vi dicevo mi è capitato di fare figuracce e proprio con gli odiosissimi “falsi amici”, quelli che ci fanno capire una cosa per un’altra.

Nel caso dell’italiano e del tedesco questi errori sono infatti all’ordine del giorno!

Ora vi farò ora qualche esempio concreto. Ascoltate questa conversazione:  

Markus è cresciuto in Germania perché suo padre è tedesco, ma sua madre è italiana. Dopo la scuola e la sua formazione lavoro decide di andare a vivere in Italia. Markus parla molto bene l’italiano, ma a volte senza accorgersene confonde una parola per l’altra e questo succede proprio con i falsi amici: 

A lavoro il direttore gli affianca un impiegato con molta esperienza, Paolo, che dovrà spiegargli come funzionano le cose e che dovrà essere sempre a disposizione ogni qual volta Markus ne avrà bisogno.

I due iniziano a chiacchierare, a fare amicizia

Ascoltate la loro conversazione, io assumerò il ruolo di Paolo, il collega di Markus:

Markus: Paolo, tu per lavorare hai una tua camera? O l’azienda te ne procura una?

Paolo: No no, io lavoro solo qui. In camera mia mi rilasso e non penso di certo al lavoro… Tu ne stai cercando una? Guarda che conosco un’agenzia che affitta camere ad un buonissimo prezzo, se vuoi ti do il loro numero.

Markus: No no, io ho già una casa… Intendevo una camera per fare le foto…

Paolo: Ahh ora ho capito, intendi la macchina fotografica! Camera in italiano è una stanza. Sai quelle in casa come la camera da letto.

Markus: Oh scusa, a volte mi sbaglio ancora, è che in tedesco si chiama Kamera lo strumento per fare delle fotografie.

Paolo: Ma va tranquillo. Allora Markus, dimmi un po’, ti piace qui?

Markus: Certo, sembrate tutti molto simpatici e prima ho visto la cantina, spettacolare, non vedo l’ora che arrivi la pausa pranzo per mangiare lì. L’hanno rinnovata da poco?

Paolo: Sei stato giù in cantina? Ma è orrenda, piena di ragnatele e buia. Nessuno mangia lì sotto… Noi mangiamo nella mensa. La cantina è un ripostiglio nel seminterrato dove si depositano cose vecchie. Mi capisci?

Markus: Oh scusa è che in tedesco Kantine è il posto dove si mangia e pensavo si dicesse così anche in italiano. Ora però ho capito. Kantine si dice mensa in italiano, mentre la cantina è quello che da noi sarebbe Keller.

Paolo: Guarda io il tedesco l’ho studiato alle superiori ma non mi ricordo proprio nulla però se dici che si dice così va bene hahah.

Markus: Comunque volevo farti una domanda un po’ personale… Se non vuoi rispondere non sei obbligato tranquillo…

Paolo: Dimmi tutto

Markus: Okay. Tu quanto guadagni al mese?

Paolo: 2000 euro al mese, ma lavoro qui da molto tempo, quindi è normalissimo se tu prendi meno.

Markus: Brutto?

Paolo: Cosa? Io? Oggi sono pure vestito bene dai…

Markus: No non tu, intendo i soldi sono in Brutto o tolte le tasse?

Paolo: Ahhh intendi lordo. Lordo significa quando dallo stipendio ancora non sono state effettuate delle detrazioni.

Markus: Scusami! Pensavo si dicesse Brutto come in tedesco.

Paolo: Hahah no. Quando dici brutto ad una persona significa solo che non è bella capisci? Meglio se non lo dici a nessuno qui, sono un po’ permalosi i colleghi.

In questo dialogo abbiamo visto come tre falsi amici possono rendere una conversazione un po’ più complicata. Prima abbiamo parlato della differenza tra camera, cioè stanza, che in tedesco si dice Zimmer e macchina fotografica, ossia lo strumento per fare delle foto o dei video che in tedesco si dice proprio Kamera.

Poi siamo passati alla differenza tra cantina, ripostiglio in cui si mettono cose vecchie che in tedesco è der Keller la parola tedesca Kantine simile per pronuncia che significa invece mensa, luogo in cui si mangia.

E infine, abbiamo visto la differenza tra brutto, che in italiano è solo il contrario di bello che in tedesco si dice hässlich, e Brutto in tedesco che si riferisce alla retribuzione lorda, cioè allo stipendio a cui non sono state ancora tolte le tasse.  A questo c’è da aggiungere che in italiano “lordo” significa anche “sporco”, quindi attenzione agli amici tedeschi ad usare questo termine in modo appropriato nei corrispettivi contesti.

Situazioni di questo genere sono capitate a tutti noi almeno una volta nella vita quindi non vergognatevi se vi è successo o se vi succederà. È una cosa normalissima di cui non bisogna demoralizzarsi quando ci si sbaglia, prendetelo invece come motivazione per imparare nuove parole. Io, ad esempio, ne ho fatte di figuracce di questo tipo ma con il tempo, ripensandoci, vi verrà un sorriso e ci riderete su, fidatevi!

Avete già fatto esperienze di questo genere e volete raccontarcelo?

Commentate allora il nostro blog.

Un saluto da Sabrina e alla prossima!